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Eritrea
giovedì 09 novembre 2006

1.Inno Nazionale
2.Bandiera
3.Festività nazionali
4.Etnie
5.Religioni

6.
7.
8.
9.

 

1.Inno Nazionale 

Avendo maturato la consapevolezza, che fosse necessario trasferire alle generazioni future le origini storiche dei  simboli della identità nazionale del paese, abbiamo ricostruito attraverso le testimonianze dei protagonisti le vicende che hanno portato alla realizzazione dell’inno nazionale e della bandiera dell’Eritrea.

Questo documento vuole essere anche un omaggio a tutti coloro che hanno lottato affinché il sogno di una Eritrea libera e indipendente diventasse la realtà dei giorni nostri.

Per l'Istituto di Cultura Eritrea di Roma

Stefano Pettini
Haile Ogbazghi Tekle

Origine e storia dell’Inno Nazionale dell’Eritrea

Le nostre ricerche circa l’origine dell’inno nazionale ci hanno condotto alla individuazione del sig.  Selomon Zehaye (1) come autore del testo e profondo conoscitore delle vicende che hanno portato alla adozione di “Eritrea, Eritrea, Eritrea”, nella sua forma definitiva, come inno nazionale.

Ecco la sua preziosa testimonianza resa all’Istituto di Cultura Eritrea:

 

Origine storica dell’Inno Nazionale dell’Eritrea

Il  1975 fu l’anno in cui  il Fronte Popolare di Liberazione dell’Eritrea  (l’allora Forze Popolari di Liberazione dell’Eritrea) uscì dalla situazione di insicurezza e  dalla immobilità  permanente dovuta alla persecuzione del nemico, per  stabilirsi definitivamente nelle sue basi della Provincia del Sahel Settentrionale.  In quell’anno venne costituito un Gruppo Culturale che aveva il compito  di mobilitare e intrattenere sia i combattenti  che la gente comune, organizzando  "Tournè Culturali" di canti e musiche ispirati al patriottismo e alla liberazione della nazione. E’ così che ebbero  inizio le attività culturali del Fronte Popolare.

Con il crescere della dimensione organizzativa del Fronte il gruppo musicale  assunse la forma di Dipartimento Culturale con funzioni di direzione e di coordinamento dei programmi culturali del Fronte stesso.  I membri del Gruppo, oltre a  svolgere attività culturali, andavano sul fronte di guerra come combattenti  e non sono pochi gli artisti che hanno sacrificato la loro vita con le armi in pugno. 

L’autore di questa testimonianza sono io, Selomon Zehaye.

Con il mio compagno di lotta Aron Tekie (2) stavo prestando servizio presso l’Ufficio Centrale del Dipartimento Culturale del FPLE.  E’ durante il periodo della nostra  lotta di liberazione, io come scrittore di poesie lui come  musicista e compositore, che comincia la storia di questo lavoro artistico che più tardi diventerà l’inno nazionale dell’Eritrea.  Fin dagli inizi del 1982 avevamo composto vari pezzi musicali che avevano ricevuto l’apprezzamento degli  ascoltatori, ed è in quel periodo  che capii  le potenzialità di Aron come compositore in grado di suscitare  innati sentimenti patriottici.

Alla fine del 1984 pensai  di  scrivere insieme a lui un canto dal titolo "Eritra" per raccontare la certezza dell’avvenire dell’Eritrea, il  sacrificio che il nostro paese stava pagando e la dedizione del suo popolo per la sua dignità e per i suoi diritti. Spiegai ad Aron il canto che sentivo dentro di me e lo pregai  di pensare una melodia appropriata. Lui accolse la mia idea e cominciò a pensare alla melodia da adottare. Dopo un’anno e mezzo, intorno alla metà del 1986, mi disse di aver trovato la melodia che cercavamo e me la fece sentire.  

La melodia era stata composta dal maestro Issak Abraham (3)  (ex-combattente del Fronte di liberazione poi aggregatosi al Fronte Popolare) e gli era stata consegnata a Kartoum  durante il tournè musicale del gruppo  "Keyahtì Embaba" (Fiori Rossi) svoltosi in Sudan nel 1985.  Keyahtì Embaba, era il gruppo musicale del "Biet Timherti Soura" (Scuola della Rivoluzione) fondata dal Fronte nelle zone liberate dell’Eritrea.

Aron fu in grado di venire a conoscenza della melodia  perchè si trovava con alcuni membri del gruppo musicale di Keyahtì Embaba che sono stati poi trasferiti all’Ufficio Centrale del Dipartimento Culturale. Questo coincideva con il momento dei nostri preparativi per la commemorazione  del 25° anniversario dell’inizio della lotta armata, celebrato il 1 settembre 1986, che era la più importante manifestazione della rivoluzione celebrata con parate militari, manifestazioni culturali e sportive.

Poiché tutti e due eravamo convinti che la melodia era adatta, nel mese di agosto 1986 scrissi una poesia in Tigrigna in base al tema e al titolo che avevo elaborato nella mia mente. Finito il lavoro di armonizzazione della poesia e con la melodia, il testo "Eritra" divenne il pezzo di apertura dell’evento  commemorativo del 25° anniversario. Col passar del tempo abbiamo avuto  modo di ascoltarla accuratamente e non era bella quanto lo era nelle nostre aspettative.

Aron arrivò a concludere che la seconda melodia, della seconda e della terza strofa, aveva indebolito il suono del canto e pensò di sostituirla con un’altra melodia. Quando compose una melodia che lo  soddisfaceva me la fece sentire ricollegandola con la prima melodia lasciata intatta. Anche io ero soddisfatto.  Nel  mese di dicembre 1986 scrissi la versione finale del testo che avevo scritto nel mese di agosto dopo aver fatto le necessarie rettifiche  adatte alla nuova melodia introdotta da Aron.  Il lavoro di preparazione  del pezzo musicale  "Eritra"  è stato realizzato nella località di Arag che si trova nella regione dell’allora Sahel, dove abitavamo con altri colleghi artisti  che si dedicavano ad altre  attività culturali.

Dopo l’armonizzazione tra il testo della poesia e la melodia nella nuova versione il gruppo cantatori del Centro Culturale fece pratica per studiare il testo musicale. Per la prima volta venne presentata al pubblico e divenne la musica di apertura del Secondo Congresso Unitario del "Fronte Popolare di Liberazione dell’Eritrea e del Fronte di Liberazione Direzione Centrale"  il 12 marzo 1987, e ricevette il gradimento del pubblico.

In seguito venne trasmessa dalla radio "Dimzi Hafash" (Voce del Popolo) e molti ascoltatori ebbero modo di apprezzarla. Una delle riviste più note di quei tempi "Harbegna" (Il Patriota) stampò il testo in una delle sue pubblicazioni  per dare agli ascoltatori di "Dimzi Hafash" la possibilità di cantarla.

Dopo il cambiamento di alcune parole in seguito alla sostituzione della seconda melodia, il testo  finale del dicembre 1986 di Eritra era come segue:

Eritra, Eritra, Eritra!

Noi, figli  doniamo  la vita,

perchè il nemico si arrenda, nel pianto.

Perchè non diventi terreno di lusso dello straniero,

non vanifichi il suo avvenire.

Perchè il sogno secolare del suo popolo,

divenga realtà nel domani della sua  liberazione. 

Eritra, Eritra!

Perchè trovi nel mondo,

il suo posto d’onore

Non ci siamo inchinati ne arresi,

sfidando, senza abbassare l’orgoglio.

Abbiamo l’onere di adornarla,

perchè vestita di grazia, progredisca.

Eritra, Eritra!

Perché  trovi  nel mondo, il suo posto d’onore.

 

Quando nel mese di maggio 1991, l’Eritrea venne liberata, "Eritra" era diventata un pezzo musicale diffusamente noto tra i combattenti e tra la gente, notorietà che continuò a crescere negli anni che seguirono.  Però venne fuori un problema: le parole.  Il testo era stato scritto nel mese di dicembre 1986 guardando verso il futuro, con il giorno dell’indipendenza ancora ignoto. Con l’indipendenza conquistata, fu necessario adottare parole che riflettevano la vittoria della lotta di liberazione che trasformò il sogno in realtà.

Riscrissi il testo, senza uscire dallo spirito originale della poesia, nella forma esplicativa della fase nuova dell’indipendenza conquistata con la dura lotta e con il sacrificio. Quando finii il lavoro di adattamento eravamo alla vigilia della proclamazione dell’indipendenza dell’Eritrea.  Il Parlamento del Governo Provvisorio dell’Eritrea, adottò il testo "Eritra" come inno nazionale.

Le melodie rimasero immutate e il testo da me rivisto e approvato dal Parlamento con il proclama n. 37/1993 articolo 10.3 fu il seguente:

Eritra, Eritra, Eritra!

Il nemico si è arreso nel pianto,

Il sacrificio è ripagato dalla liberazione.

Ha resistito per secoli, nel suo motto,

testimoniando il trionfo della verità.

Eritrea orgoglio degli oppressi,

nota, come emblema di resistenza.

Eritra, Eritra!

Ha conquistato il suo posto d’onore nel mondo.

Massimo orgoglio, che conquistò l’indipendenza,

per impegnarsi nello sviluppo e ricostruzione.

Abbiamo dove di adornarla,

di progresso vestirla.

Eritra, Eritra!

Ha conquistato  il suo posto d’onore nel mondo.

 

Note:

(1) Selomon Zehaye: poeta e scrittore, autore del testo dell'Inno Nazionale, attualmente lavora presso il Dipartimento culturale del Ministero dell'Educazione come ricercatore.

(2) Aron Tekie: compositore e musicista, attualmente lavora presso il Dipartimento Culturale del Peoples Front of Democracy and Justice (PFDJ).

(3)  Issak Abraham: defunto, patriota e autore della composizione iniziale dell'Inno.

Seleziona qui per sentire l'audio

 

2.Bandiera

Origine e storia della Bandiera Nazionale dell'Eritrea

La storia della bandiera nazionale dell’Eritrea, segue di pari passo le travagliate vicende che hanno caratterizzato le vicissitudini del paese fin dai tempi della sua forzata federazione con l’Etiopia. Prima di giungere alla forma attuale infatti la bandiera Eritrea ha sventolato in disegni e colori diversi. Ecco la sua storia ricostruita attraverso lo studio della documentazione disponibile e delle testimonianze dei protagonisti:

Bandiera del periodo della Federazione

Notizie ufficiali a riguardo della scelta della bandiera da adottarsi nel periodo della Federazione si possono individuare nelle parole del sig. Alemseghed Tesfay (4) autore del libro “Federazione dell’Eritrea con l’Etiopia”  nel quale vengono  riportati nelle pagine 185-186-187-188 sia l’articolo 22 della Costituzione Federale, che le testimonianze raccolte dall’autore circa i dibattiti che hanno preceduto l’adozione della bandiera federale.

Il testo integrale dell’articolo 22 della Costituzione approvato in blocco dal parlamento recita così:

Art. 22.1 - “La Bandiera Federale viene adottata in tutta l'Eritrea”.

Art. 22.2 - “Nei sigilli e nei simboli viene adottata la Bandiera Eritrea. I dettagli vengono stabiliti per legge”.

Che il contenuto e il colore della bandiera Eritrea  siano passati attraverso accesi dibattiti è dimostrato dalla testimonianza del parlamentare  Ato Mehammed Omer Akito (5). Eccone il testo integrale riportato nelle pagine 186/187:

“Io ho proposto una bozza di disegno rappresentante  due spighe di grano e sette stelle. Ho voluto che il grano fosse il simbolo di pace e le sette stelle la rappresentazione delle sette regioni o città capoluoghi dell’Eritrea. Ho disegnato una stella grande al centro in rappresentanza di Asmara capitale con le altre sei che la circondano. Alcuni mi hanno chiesto “Perchè Asmara l’hai fatta grande?” Ho risposto perchè è capitale. Volevano che fosse uguale ad Adi Kayeh e a Mendefera, in segno di rivalità regionalistico. Io ho ribattuto dicendo che ho fatto più grande Asmara non Assab. Però la mia proposta non e’ stata accettata. Alla fine ho rinunciato alla mia idea dicendo, l’importante è avere la bandiera. Poi potete mettere le stelle oppure lasciare...”.

In base agli estratti dell’intervista fatta nel 2004 con Bashay Sium Menghesha (6) di Adi Kayeh riportata nelle pagine 187/188, la bandiera federale di colore celeste con al centro rami d’olivo verde, e’ stata abbozzata dal parlamentare Deghiayat Beyene Zahlay (7) di Adi Keyeh. Siccome la bozza del disegno che era custodita nella casa del presunto autore e’andata smarrita, non e’ stato possibile dare conferma alla testimonianza di Bashay Sium.       

L’uso ufficiale della bandiera dell’Eritrea durante il periodo della Federazione con l’Etiopia, cessò il 23 dicembre 1958 in concomitanza con lo scioglimento unilaterale da parte dell’Etiopia della Federazione stessa con la  riduzione dell’Eritrea a sua 14° provincia. La bandiera continuò comunque a sventolare come bandiera nazionale sui territori liberati e controllati dal Fronte di Liberazione Eritreo, fino al 1993 anno della proclamazione dell’indipendenza dell’Eritrea.

Bandiera del Fronte Popolare di Liberazione dell’Eritrea

Nel 1977 sui territori liberati a fianco della bandiera della Federazione appare una nuova bandiera.

La sua storia ci e’ stata  raccontata dal sig. Berhane Adonay (8), che fu uno dei protagonisti di quel momento storico, attraverso un prezioso memoriale che ha accettato di scrivere per l’Istituto di Cultura Eritrea di Roma:

Ecco il suo racconto:

Memoriale di  Berhane Adonay a riguardo della bandiera delle Forze Popolari di Liberazione dell’Eritrea (FPLE)

“Nel mese di gennaio del 1977, prima che cominciasse il Primo Congresso  del  FPLE la direzione del Fronte  diede a me e al mio compagno Amanuel Afewerki (9), un documento contenente una bozza della bandiera e le relative indicazioni.

La bozza della bandiera aveva forma rettangolare ed era suddivisa in tre triangoli da due linee: la prima  linea partiva dall’angolo superiore sinistro e raggiungeva la metà del lato destro  e la seconda partiva dall’angolo inferiore sinistro e raggiungeva la metà dello stesso lato destro.

All’interno del triangolo centrale era  disegnata una stella  con cinque raggi.

Dopo aver ridisegnato e colorato una bozza del documento su di un foglio di carta  di 15x20 cm avente le seguenti caratteristiche:

-un triangolo superiore  verde

-un triangolo centrale rosso

-un triangolo inferiore celeste

-e una stella gialla, che e’ disegnata all’interno del triangolo centrale

abbiamo riprodotto la bandiera su un telo di media dimensione e la abbiamo consegnata  alla direzione dell’ufficio politico. Quella stessa bandiera e’ stata presentata  al Primo Congresso del FPLE che si e’ svolto dal 23 al 30 gennaio 1977  nella località di Fah ed e’ stata proclamata  bandiera ufficiale del Fronte. 

Il significato dei colori della bandiera erano:

Verde              – Lo sviluppo, le risorse dell’agricoltura e della pastorizia.

Rosso              – Il sangue per l’indipendenza del popolo eritreo e dei suoi figli martiri.

Celeste            – Le risorse marine dell’Eritrea.

Giallo (Stella) – Le risorse minerarie dell’Eritrea.

I cinque raggi della stella rappresentavano i valori per i quali il FPLE  lottava e cioè la giustizia, l’uguaglianza, l’unita’, la pace e il progresso

La denominazione FPLE  e’ stata mantenuta fino al Secondo Congresso del Fronte svoltosi nel 1987. Dal  Terzo Congresso del 1994  in poi, il nome del Fronte e’ stato Fronte Popolare per la Democrazia e la giustizia.  Ciò nonostante la forma e il significato dei simboli della bandiera sono rimasti immutati.

Vittoria alle Masse!

Firmato Berhane Adonay

Asmara, 5 giugno 2007”

Bandiera dell’Eritrea Indipendente

Dopo l’indipendenza dell’Eritrea, avvenuta in 24 maggio del 1993 in seguito ad un referendum dal risultato plebiscitario svoltosi tra il 23-25 aprile 1993, viene adottata la Bandiera dell’Eritrea Indipendente. La Proclamazione n. 37 del 19 maggio 1993 articolo 10 comma 1 recita testualmente: “Nel periodo di transizione la Bandiera dell’Eritrea avrà colori Verde, Rosso e Celeste con  foglie d’olivo  di colore oro di dimensione 105X210 cm”.

Fine

Note:

(4) Alemseghed Tesfay: scrittore e ricercatore, autore del libro in Tigrigna "Federazione dell'Eritrea con l'Etiopia": 1951-1955, Editore Hidri 2006.

(5) Mehammed Homer Akito: ex-parlamentare del periodo federale, ancora vivente nella città portuale di Assab.

(6) Bashay Sium Menghescha: signore di Adi Keyeh, intervista nota n°37 pag.188 - Fed. Eritrea con Etiopia 1951-1955.

(7) Deghiayat Beyene Zahlay: ex-parlamentare del periodo federale, di Adi Keyeh, defunto.

(8) Berhane Adonay: patriota e artista, membro del "Seghen" una associazione di artisti con sede ad Asmara.

(9) Amanuel Afwerky: patriota e artista, defunto.

3.Festività nazionali

Festività civili

 

Primo maggio

  1 Maggio

Liberazione

24 Maggio

Giornata dei Martiri 

20 Giugno

Festival Eritrea (Asmara)

Ago/Sett  

Inizio lotta armata

1   Settembre

Anno nuovo Ge'ez

11 Settembre

Anno nuovo

1   Gennaio

Fenkel (Massaua) 

10-13 Febbraio

Giornata internazionale della donna

8   Marzo

 

 

Festività religiose

Mariam Dearit

27  Maggio

Id Mewlid-al-Nebi

17  Giugno

Id al Adha (Arafa)

Estate

Id mewlid-al-Nebi

Estate

Meskel

27 Settembre

Natale

25 Dicembre

Id al Feter

Inverno

Natale Ortodosso

7   Gennaio

Id-al-Fitr

8   Gennaio

Timket (Epifania)

19 Gennaio

Id-al-Adha

Marzo

Tinsae (Pasqua)

Aprile

4.Etnie

L'Eritrea ha una popolazione di origine Afro-Asiatica suddivisa in nove gruppi etnici con diverse origini linguistiche:

Quelli di origine linguistica Kuscitica sono:

-Gli Afar che vivono nella Dancalia e rappresentano il 4% della popolazione.

-I Bileni che vivono nell'area di Cheren e rappresentano il 2% della popolazione. 

-Gli Hedareb che vivono nell'area di Tessenei e rappresentano in 2% della popolazione.

-I Saho che vivono nell'area di Foro e rappresentano il 3% della popolazione.

Quelli di origine linguistica Nilotica sono:

-I Kunama che vivono nei bassopiani e rappresentano il 3% della popolazione.

-I Nara (o Baria)che vivono nei bassopiani e rappresentano il 2% della popolazione.

Quelli di origine linguistica Semitica sono:

-I Tigré che vivono sull'altopiano e rappresentano il 35% della popolazione.

-I Tigrini che vivono sull'altopiano e rappresentano il 48% della popolazione.

Quelli di recente origine Araba sono:

-Rashaida che vivono nell'area di Massaua e rappresentano l'1% della popolazione.

 

5.Religioni

Le principali religioni praticate in Eritrea sono quella Islamico-Sunnita musulmana, quella Cristiano-Ortodossa copta, quella Cattolica e quella Protestante, in aggiunta a una piccola minoranza Animista.

Il  Sunnismo è l’orientamento nettamente maggioritario dell'Islam , circa il 90% dell'intero mondo islamico,  che prende il suo nome dal termine arabo "Sunna" (consuetudine), riferita al profeta dell'Islam Muhammad e ai suoi Ṣahāba (Compagni).

La Chiesa copta è una chiesa cristiana monofisita, il termine "copto" deriva dall’arabo qubṭ (قبط), un’arabizzazione del termine di Kubti (bohairico) e Kuptaion (sahidico). Tale termine a sua volta deriva probabilmente dal greco aiguptius, egiziano.

Per monofisismo si intende una dottrina religiosa cristiana in cui si afferma che nella persona storica di Gesù Cristo esista una sola natura, la natura divina del Figlio di Dio. L'umanità di Gesù, dunque, fu solo apparente, o per lo meno totalmente "dissolta" nella sua divinità.

Il monofisismo si sviluppò in molte parti dell'Impero Romano d'Oriente, ma particolarmente in Eritrea, Egitto, Etiopia, Siria e Armenia. Oggi queste chiese, ancora esistenti, si autodefiniscono apostoliche, ortodosse o ortodosse copte, creando confusione con le chiese ortodosse calcedonesi, generalmente conosciute come Ortodosse o Cattoliche.

L’animismo è una religione che attribuisce un’anima a tutti i fenomeni naturali, una energia che pervade tutto l’esistente, visibile ed invisibile, causa di ogni fenomeno, della vita e della morte, della stabilità e di ogni cambiamento, intrinseca ad ogni essere vivente, uomo, animale o vegetale, e nella materia sia essa solida, liquida o gassosa. L’animista possiede la ferma convinzione dell’esistenza di questa energia, la sua iniziazione ed il suo percorso religioso consistono nella acquisizione di una profonda sensibilità nei confronti della natura, nell’osservazione dei fenomeni naturali e degli avvenimenti ciclici come i giorni, le lunazioni, le stagioni.

 

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